Mantenere l'unità originaria dei clan del Popolo della Pietra, una volta che le famiglie nobili si fossero sparpagliate su un territorio vasto come l'Impero, sarebbe stato enormemente difficoltoso. E senza quell'unità originaria, prima o poi sarebbe stata guerra. Guiron Blackgate, che in quella buia caverna senza ossigeno aveva visto lontano, sei secoli fa trascrisse ai posteri la soluzione scelta dal Dio per garantire la longevità della sua stirpe.
Crescere insieme, di questo si trattava. Mentre i capi delle casate conquistavano regni sempre più vasti e lontani, i loro figli sarebbero cresciuti tutti insieme, protetti e guidati dai sacerdoti come ai tempi dei clan, come un'unica grande famiglia. Questo nucleo originale di condivisione, questo crescere insieme, avrebbe stabilito legami duraturi tra le casate, vincoli saldi di amicizia e rispetto da tenere fermi nella mente e nel cuore, quando quei giovani scelti dal destino fossero cresciuti, diventando lord, sacerdoti e cavalieri della generazione successiva.
Ed è innegabile quanto questa indicazione sia stata fondamentale per l'Impero. Molte cose sono cambiate, nell'odierna alta società della Pietra, ma non l'usanza di mandare i propri figli all'Accademia Capitale appena raggiunto il terzo anno di età. Divisi in classi a seconda di sesso ed età, educati alle discipline indispensabili per la cultura e il comando i maschi, per la gestione della casa e le arti domestiche le femmine, i giovani rampolli hanno sempre avuto il tempo di stabilire legami fra di loro.
Raggiunto il quattordicesimo anno di età, i giovani ricevono "Scalpello e pergamena" e possono fare ritorno alle loro famiglie per diventarne membri a tutti gli effetti. Chi sceglie di proseguire gli studi per avviarsi alla carriera sacerdotale ha davanti a sé un'ampia gamma di possibili scuole superiori; ma una e una sola è l'Accademia in cui tutti i nobili di tutto l'Impero hanno trascorso l'inizio delle loro vite.
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