IL REGNO OGGI.
Sono passati secoli ormai, da quei primi eroici anni. In molti posti ai muscolosi sacerdoti della Pietra nelle posizioni di potere si sono sostituiti individui più sottili e astuti. Ora che il "Tempo dell'Edificazione" è terminato (mentre prima della conquista era stato il "Tempo dell'Estrazione"), alcuni storici dicono che è giunto il "Tempo dell'Abitazione", in cui non più nel corpo deve scorrere il Marmo, ma nella mente e nello spirito. Diversi tuttavia ritengono questa poco più che una scappatoia, un cavillo di autolegittimazione. Gli anziani hanno ormai preso l'abitudine di dire: -Non è più come una volta!-
L'inflessibilità originaria del popolo della Pietra e la sua fedeltà ai valori tradizionali hanno lasciato il posto ad altri valori, come la lungimiranza politica, l'abilità commerciale e la capacità di ordire intrighi. Sopravvivono tuttavia, le sacre confraternite religiose di preti/guerrieri, i cui capi spirituali sono potenti come re; sopravvive l'intransigenza verso il culto di fedi non subordinate al Dio; sopravvivono le grandi guerre di conquista e la convinzione di essere eletti dal Dio stesso per governare la terra.
Ormai sono pochi i popoli nel continente a non essere stati annessi a quello che è diventato l'Impero della Pietra: le campagne di annessione stanno per iniziare, mentre i capi delle grandi casate fanno a gara nello schierare eserciti per accaparrarsi il dominio sui nuovi territori; tuttavia negli ambienti colti delle città più opulente e raffinate nascono in silenzio strani fermenti, movimenti minoritari e sette misteriose che sembrano perseguire obiettivi altrettanto misteriosi.
Tutto ciò proprio mentre si diffondono le voci del crescente pericolo dell'Impero Sandita, che a sud raccoglie vele e spade per muovere alla conquista delle ricche terre costiere sul Mare Piccolo. Anche nel cuore delle Terre di Pietra ormai l'agitazione è palpabile, e tutti si chiedono cosa riserverà il futuro.
Nelle Terre di Pietra "uomo d'Acqua" è uno dei peggiori insulti possibili. Significa che sei passivo, che lasci al tuo contenitore il compito di darti forma, invece di possedere una forma che ti è propria. La metafora della comunità, per un uomo di Pietra, deve essere quella del conglomerato: migliaia di pietre con una propria forma, alcune grandi e altre piccole, amalgamate insieme a formare una superficie solida.
Un Popolo dell'Acqua esisteva, un tempo. Fu invaso e sconfitto circa un secolo fa e quasi completamente sterminato a causa della blasfema adorazione del mare e della pericolosa influenza nefasta che certi suoi usi avevano sulla società. I pochi superstiti di quel popolo sono stati esiliati, e fino a pochi anni fa, chiunque ne incontrasse uno sul territorio dell'Impero era legittimato a ucciderlo sul posto. Recentemente, questa usanza è stata bandita, vista la frequenza con cui rapinatori e assassini occasionali tendevano a motivare i loro crimini in questo modo: "Quello aveva una conchiglia legata al collo".
Non sono mancate, nelle locande dei bassifondi, voci sulla sopravvivenza e la proliferazione di sacche eretiche di adoratori del Mare anche nelle città dell'entroterra, e alcuni dicono che alcuni nobili addirittura allestiscano nelle loro dimore vaste sale dotate di piscine salate, in cui immergersi e praticare il culto del Mare. Pochi ci credono, tuttavia, perché se possedere una conchiglia ora non è più motivo sufficiente per passare grossi guai (del resto l'importazione di tali monili è diventata assai comune, considerati dai giovani ricchi un segno di ribellione e indipendenza), spargere il sale nella propria piscina equivale a confessare la propria eresia.
"I pesci nuotano, gli uomini camminano. Sono i cadaveri a galleggiare", questo dicono i veri uomini di Pietra.
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